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Paolo Savoldelli: campione su due ruote, con i piedi saldi alle montagne

Tra le eccellenze della bergamasca, oltre ai panorami mozzafiato e alla tradizione gastronomica, non possiamo non nominare Paolo Savoldelli, originario di Rovetta. Ex ciclista professionista su strada, è stato infatti vincitore del Giro d’Italia per due volte, nel 2002 e nel 2005, aggiudicandosi anche quattro tappe della corsa.

Dopo la carriera professionistica che gli ha regalato il soprannome di “Falco” per le sue doti di discesista, è stato commentatore del ciclismo per la Rai e per Sky, facendo di questo il suo lavoro principale.

Oggi, e da diversi anni, è attivamente impegnato nella promozione del suo territorio, delle montagne bergamasche e del turismo naturalistico e ciclistico.

Abbiamo quindi avuto il piacere di intervistare Paolo Savoldelli, per confrontarci con lui in merito a questi temi, sempre più sentiti non solo dagli operatori del settore, ma dai cittadini stessi.

Riqualificazione, idee e costanza: le parole chiave di Savoldelli

Dopo una vita da sportivo, anche attraverso l’aiuto che offre alla compagna nella gestione dell’Ostello Baita Valle Azzurra a Valzurio, Savoldelli si è concentrato sulla possibilità di rendere il proprio territorio più appetibile a livello turistico. Partendo appunto dall’impegno televisivo che gli ha permesso anche di raccontare le sue montagne.

Viviamo in un posto privilegiato, bellissimo. Abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: il lago d’Iseo e Mont’Isola, la Presolana regina delle Orobie, sentieri e montagne uniche. Con una ricchezza anche nel tessuto economico che ci permette di poter progettare grandi cose”.

Primo fra tutti, Savoldelli è sostenitore della necessità di un collegamento tra tutte le valli – Brembana, Seriana, Scalve, Valcanale – come è stato fatto in Trentino, lavorando in primis sulle strade, che essendo strette a causa della vicinanza al fiume di fondo valle non sono sufficienti a sostenere i flussi di percorrenza.

Lo sfruttamento in positivo della zona e delle esperienze di questo popolo di lavoratori e costruttori industriali presuppone il doversi reinventare in operatori turistici. Le diverse attività locali si dovranno appunto adattare alle nuove esigenze di vita, con l’obiettivo di creare una rete di sinergie efficace. Parliamo quindi di ostelli, ristoranti, sentieri naturalistici e punti di interesse per dare vita ad un pacchetto turistico completo.

In questi anni sono state messe sul piatto diverse idee, ma la difficoltà di reperire fondi ha rallentato un po’ i progetti. intanto si potrebbe pensare di realizzare progetti a breve termine per migliorare l’offerta turistica estiva, periodo ovviamente privilegiato dai turisti. Personalmente, in quest’anno così particolare, ne abbiamo approfittato per fare alcune migliorie alla struttura, piccoli rinnovi e lavori in modo da caratterizzarlo maggiormente come posto di montagna.

Chi si ferma è perduto

“C’è un tempo per tutto” sostiene Savoldelli al pensiero della carriera professionistica chiusa più di dieci anni fa – “Ma l’importante è non fermarsi. Bisogna sempre continuare a fare qualcosa, perché è proprio nei momenti difficili che si capisce chi riesce a cambiare adattandosi per proseguire negli obiettivi”.

La costanza e la tenacia impiegate nella carriera sportiva, sono state quindi dirottate nella promozione turistica, tanto che Savoldelli si è trovato spesso a fare da guida a gruppi di turisti appassionati di ciclismo.

Oggi ha l’obiettivo di costruire un immobile a Clusone, per riqualificare la zona in attesa di tempi migliori, per tornare a fare quando sarà possibile.

“Ci aspetta ancora tanto lavoro, ma la cosa bella è che le persone oggi hanno rivalutato la montagna e la vita all’aria aperta e da noi sono proprio i nostri concittadini ad aver riscoperto il territorio in cui vivono, al punto che spesso all’Ostello ospitiamo persone provenienti dai paesi circostanti”.

Una visione lungimirante, che porterà di certo a grandi risultati, con la giusta progettazione e la costanza nel perseguire gli obiettivi.

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