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Le miniere di Gorno: Il racconto di Fabrizio Scolari

“Le miniere di Gorno rappresentano un’incredibile immersione nella vita e nella realtà dei minatori. Grazie alla visita al museo e alla miniera stessa si entra letteralmente nei luoghi teatro di un’epoca importantissima per il territorio, che ha lasciato un segno profondo nella comunità. Sembra veramente di fare un viaggio indietro nel tempo e di “incontrare” gli uomini e le donne protagonisti di questo periodo storico”.

 

Continuiamo la scoperta del progetto “Piccole Patrie” ascoltando Fabrizio Scolari, che ha dato vita alle miniere di Gorno. Il percorso nelle miniere è diventato fin da subito una attrazione turistica molto apprezzata e suggestiva, e fa parte dell’Ecomuseo di Gorno, che se ne prende cura per valorizzarne le caratteristiche socio-economiche, storiche e culturali.

Dicevamo, Fabrizio, che l’idea di recuperare le miniere di Gorno è venuta da te. Puoi raccontarci come?

Totalmente per caso! Quindici anni fa, in occasione della manifestazione degli antichi mestieri a Peroli (dove si trovano le miniere, ndr.), stavamo allestendo l’area interessata dall’evento e abbiamo scoperto un buco semiaperto. Era quello che è attualmente l’ingresso al percorso nelle miniere.

Da questa scoperta siete riusciti a creare una sezione museale e un’esperienza dal vivo.

Esatto, negli anni, noi volontari insieme all’Amministrazione Comunale di Gorno che ci ha dato un grande supporto, abbiamo allestito il museo delle miniere per poter ridare vita alla miniera e a chi ci lavorava, spiegando gli aspetti tecnici e facendo vedere i materiali utilizzati nel lavoro. Con qualche aneddoto curioso che scoprirete durante la visita, e che permette di immergersi ancora di più. Dopodiché si passa alla visita vera e propria nelle miniere, un percorso di 500 metri con una salita di 200 che fa uscire in mezzo al bosco. Molto suggestivo per adulti e bambini.

Tu sei volontario per l’Ecomuseo, ma la tua passione per le miniere traspare sin dal primo minuto.

Io le miniere di Gorno le ho vissute, quando ero bambino portavo da mangiare ai miei zii in miniera e spesso con i miei amici ci siamo intrufolati senza permesso. Poi, per quarantatré anni ho lavorato nel settore della trasformazione dei minerali in metallo nello stabilimento annesso alla miniera, occupandomi della strumentazione industriale elettronica. La mia passione è sempre stata molto forte, così come quella che caratterizza gli altri volontari. Questo ha dato grande energia al nostro impegno nel territorio per il recupero del patrimonio storico e culturale rappresentato dalle miniere e dalla nostra tradizione mineraria.

 

 

L’Ecomuseo di Gorno, che potete visitare in anteprima qui attraverso una selezione di materiale che verrà implementato nel tempo, è quindi la base della visita per poter capire la grande tradizione che caratterizza il territorio bergamasco legato alle miniere e alle estrazioni (dalla cadmia alla galena ad esempio).

In circa un’ora e mezza di percorso si rivivranno situazioni produttive nella memoria dei “minadur” (minatori), delle “taissine” (cernitici di minerale) e dei “galecc”· (ragazzi addetti al trasporto a spalla di minerale). Si entrerà in sotterraneo all’imbocco “Serpenti”, alla temperatura costante di circa dieci gradi, per poi uscire alla “Lacca Bassa” percorrendo un sentiero panoramico nel bosco.

Le miniere di Gorno sono state chiuse nel 1981 per antieconomicità delle attività, ma dopo aver lasciato a tutti noi una storia davvero curiosa e interessante. Al punto che la Regione Lombardia ha stanziato due milioni di euro per le miniere turistiche lombarde gestite da enti pubblici e quindi anche le miniere di Gorno potranno sfruttare l’opportunità per mettere ulteriormente in sicurezza -in ottica lungimirante- le miniere.

Di sicuro una delle tappe di #Piccolepatrie più affascinante, perché ripercorre una storia recente che pochi di noi però hanno vissuto e possono ricordare.

Intanto correte sul sito dell’Ecomuseo per scoprire un’anteprima delle miniere!

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