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Passeggiate in montagna

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Amanti della natura

Valgoglio, parte integrante del Parco delle Orobie, ospita tra i monti una delle mete naturalistiche più suggestive della Val Seriana, i laghi di Valgoglio appunto. Un itinerario escursionistico di una bellezza folgorante, tanto che per capire di cosa si tratta la soluzione migliore è percorrerlo almeno una volta nella vita.

Si tratta di un itinerario di difficoltà intermedia e la modalità più appagante per percorrerlo è l’affiancamento ad un accompagnatore di media montagna. Il Grem Bike offre questo servizio per i suoi ospiti tramite la professionalità di Paolo Cattaneo, che potrà raccontarvi il percorso arricchendolo con curiosità e in totale sicurezza.

Si parte dalla località Bortolocc, subito dopo l’abitato di Valgoglio e seguendo il sentiero marchiato dal segnavia CAI 228. L’anello vero e proprio comincia però dalle baite Enel, all’interno di una conca erbosa, dopo aver percorso circa un’ora di cammino all’interno del bosco, tra il fresco della natura e la ricchezza dei corsi d’acqua.

Il percorso dei Laghi di Valgoglio

Mascotte dell’escursione: il camoscio. La zona dei laghi di Valgoglio è infatti caratterizzata dalla consistente presenza di questi animali – generalmente schivi e diffidenti – che si sono abituati alla vista degli esseri umani, per cui potrebbe capitarvi di percorrere tratti di sentiero in loro compagnia.

Facciamo cominciare il nostro itinerario con la tappa del Lago Succotto (m. 1845), che raccoglie le acque del lago Cernello alimentando a sua volta il torrente Goglio e la centrale idroelettrica. Proseguiamo poi prendendo il sentiero CAI 229, caratterizzato da un facile e divertente saliscendi che ci porterà dritti al Lago Cernello (m. 1958). Vi consigliamo di fermarvi al rifugio, per ammirare il panorama sulla Val d’Agnone, protetta dai monti Reseda e Madonnino. Dopo la sosta, attraverso una serie di scalini scavati nella roccia, con attenzione raggiungiamo i Laghi Campelli Basso, di origine naturale e senza dighe, e Alto, di origine artificiale. Ci troviamo tra i 2020 e i 2050 metri, per cui fino a maggio inoltrato questi laghi si presentano congelati e lo spettacolo della natura cambia ancora una volta forma. Il sentiero continua poi verso il Lago d’Aviasco, la diga più vecchia del comprensorio, raggiungibile dopo aver superato una ripida petraia, che mostra la severità delle forme aguzze del Pizzo Pradella. Da qui possiamo intravedere il Lago Nero, l’ultima tappa dell’escursione raggiungibile tramite il segnavia CAI 268. Qui il Rifugio omonimo potrà offrire un ristoro al termine dell’escursione. Purtroppo, il lago deve il suo nome ad una tragedia accaduta nell’aprile 1933 durante lavori di manutenzione. Quattro operai persero la vita precipitando nelle acque profonde e fredde del lago.

L’intervento di Enel e la costruzione dei bacini idrici

All’inizio del ventesimo secolo il nostro Paese era in carenza energetica e la principale fonte di energia è stata individuata negli impianti idroelettrici. Per questo proprio sopra Valgoglio vennero individuate delle conche nel terreno dai tecnici di Enel, considerate adatte alla trasformazione in bacini artificiali: venne quindi creato il bacino idrico costituito dai laghi Aviasco, Campelli, Sucotto, Cenello e Nero.

L’intervento umano si nota, ma caratterizza in effetti questa escursione, ricca di natura e del passaggio della nostra specie, che ha saputo sfruttare la potenza dell’acqua per trovarne beneficio e creando allo stesso tempo dei luoghi mozzafiato, incastonati tra le montagne bergamasche.

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