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Biketrial: In bici senza sella, con equilibrio e adrenalina

Il biketrial è una disciplina praticata con particolari biciclette realizzate con materiali leggeri e molto resistenti che consiste nel compiere un percorso obbligatorio ad ostacoli senza mai appoggiare a terra i piedi e soprattutto le mani.

Questo sport nasce negli anni Ottanta come allenamento per il trial in moto, in modo da formare e preparare i ragazzi ad affrontare il mezzo. La scelta di utilizzare una bicicletta nasce dalla necessità di creare un contesto sicuro di allenamento e di formazione, poi però c’è stato chi ci ha preso gusto ed è nata la disciplina sportiva inglobata nel 2006 dalla FCI, la Federazione Ciclistica Italiana.

Le basi: Never give up!

Il biketrial è uno sport individuale: l’atleta è solo di fronte ai propri limiti e agli ostacoli fisici che deve affrontare e superare. Negli sport più tradizionali e di gruppo, il team muove la mente e traina il corpo. In questo sport invece il singolo deve credere in se stesso per raggiungere gli obiettivi.

Il biketrial è uno sport di equilibrio: chiunque abbia una gran senso dell’equilibrio, che certamente va sviluppato tramite gli allenamenti, può affrontare questa attività. È fondamentale infatti avere un ottimo livello di balance, che permette all’atleta di ottenere una performance migliore e costante.

Il biketrial è uno sport di pazienza: i risultati si ottengono nel lungo periodo, perché l’atleta deve prendere confidenza con il mezzo e superare i propri limiti con costanza e passione.

Il biketrial è uno sport fisico: tra l’atleta e la bicicletta nasce un rapporto molto concreto, tanto che il mezzo diventa un’appendice del corpo, il collante tra la testa e i movimenti. La bici in questione è senza sella, perché l’atleta deve affrontare grandi salti anche da posizione ferma, superando di molto i due metri di altezza, per cui la sella potrebbe essere un ostacolo oltre che un pericolo fisico. Il corpo funge da ammortizzatore perché la bici non ne è dotata, appunto per rendere più sciolti i movimenti.

Il biketrial in Italia ieri, oggi e domani

L’Italia si posiziona più indietro rispetto a paesi europei come Spagna e Francia in questo sport, perché qui il percorso del biketrial per diventare un’attività agonistica riconosciuta ha una storia abbastanza recente. A livello mondiale il massimo esponente è lo spagnolo Benito Ros, per dieci volte campione mondiale a livello professionale, e sempre sul podio dal 2003 al 2016. È stato anche allenatore della nazionale italiana.

In Italia oggi ci sono diversi centri che promuovono il biketrial a livello agonistico. Per citarne alcuni, si distinguono il Motoclub Lazzate (MB), il più importante a livello di fuoristrada, e il Campo Scuola Trial Chiuduno (BG). Entrambi i centri hanno allestito percorsi con rocce, tronchi ed ostacoli vari per l’allenamento degli atleti e si possono vedere in azione sia bici che moto da trial.

Per sapere com’è la vita da atleta di biketrial e per conoscere gli scenari futuri di questa attività a livello agonistico, nelle prossime settimane incontreremo Francesco Rolleri, campione italiano in questa disciplina.

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